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domenica 17 ottobre 2010

In risposta all'interpellanza della minoranza alla Giudici

In risposta all'interpellanza della minoranza alla Giudici:

La Giudici ripristini la legalità nei locali dell’ex Questura. Interpellanza della minoranza

Lettera al giornale “La Nuova Sardegna”

Per la prima volta il collettivo di singoli cittadini e associazioni che dallo scorso maggio occupano lo spazio che fu della ex questura di Sassari sente l’esigenza di rispondere coralmente al dibattito che questa esperienza sta suscitando. Fino ad ora infatti, non essendoci alcuna barricata, siamo stati disponibili a dialogare con le istituzioni e con i cittadini, con interviste ai giornalisti, con servizi per le Tv locali e siti internet, a dimostrazione che lo spazio liberato dal degrado in cui era stato lasciato (dopo il trasferimento della Questura nei nuovi locali di via Montello) era finalmente fruibile per la città. Questa nostra allegra condivisione è stata talvolta iterpretata come una manifestazione di una comunità di “fricchettoni”, o di sbandati che tirano a sbarcare il lunario.
Finora però non c’è stato bisogno di alcun comunicato ufficiale poiché per ogni lettera che lamentava insofferenza e disinformata polemica nei nostri confronti c’è sempre stata la spontanea difesa di cittadini comuni che invece hanno accolto con genuina simpatia le numerose iniziative culturali messe in cantiere – nonostante la precarietà e la mancanza assoluta di finanziamenti – una programmazione di tutto rispetto.
In circa 5 mesi sono state inaugurate, da varie professionalità di eccellenza, mostre fotografiche e artistiche, spettacoli musicali e teatrali, laboratori ludici e sportivi, produzione di materiali scenografici e artigianali, presentazioni di libri e lavori multimediali, workshop didattici di arte e musica… solo per fare qualche esempio!
L’interpellanza che il consigliere di minoranza Mariano Mameli , con altri consiglieri, ha rivolto alla Presidente del consiglio provinciale Alessandra Giudici è però un gratuito attacco alla nostra meritoria opera di valorizzazione di questo spazio. La mancanza di rispetto nei nostri confronti che si rileva nell’ironica definizione di “sedicenti artisti”, che rievoca categorie del passato che non ci appartengono, getta anche l’ombra di una generica incompetenza nei nostri campi di appartenenza.
Non comprendiamo un simile attacco alla nostra pacifica azione, proprio mentre la città sta vivendo un periodo di emergenza legato allo sbando delle nuove generazioni, che sfogano la loro noia o la loro rabbia in una totale assenza di progettualità civile.
Vogliamo pertanto pacatamente rispondere a questa interpellanza a stretto giro di posta, invitando i consiglieri , se non vogliono dimostrare di essere “sedicenti” politicanti, a fare due passi e venire a confrontarsi con la gente e conoscere la nostra realtà, perché la diffidenza è il frutto dell’ignoranza della nostra autentica identità e cogliamo l’occasione di rinnovare l’invito anche a tutti i cittadini per conoscere il grande potenziale creativo che si sta esprimendo in questi spazi affinchè possano formarsi un’opinione in presa diretta anziché di seconda mano.

Ex-Q
Forze DisarmArti

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