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domenica 9 maggio 2010

Esiste una informazione geneticamente modificata, una IGM?

Esiste una informazione geneticamente modificata, una IGM? E' l'interrogativo che pone MISNA (Missionary International Service News Agency, http://www.misna.org) una scoperta recente "nella foresta tropicale chiamata internet".
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Quando diversi anni fa alcune congregazioni missionarie - le stesse che ancora oggi la sostengono garantendone la totale indipendenza - decisero di dar vita a MISNA, oltre al desiderio di “dar voce a chi non ha voce” (o per meglio dire a chi non viene mai ascoltato), più di altre le incoraggiò la riflessione sulle grandi potenzialità realisticamente rappresentate dalla rete capillare di missionari e missionarie distribuiti in tutto il Sud del Mondo. Grazie a questa fonte principale, integrata da esponenti della Società Civile, operatori umanitari e volontariato in genere, dal dicembre 1997 la MISNA (Missionary International Service News Agency) fornisce quotidianamente notizie ‘da, su, e per’ il Sud del Mondo.

Ma il Sud del Mondo non è solo geografico, soprattutto in tempi di grandi e crescenti migrazioni. E il mappamondo a cui siamo da secoli abituati forse non è più abbastanza fedele al mondo in cui tutti oggi viviamo. Le dislocazioni etniche e geografiche, nemmeno le vere distanze e superfici forse corrispondono più alla visione tradizionale. La MISNA, oltre a prendere in considerazione anche “Sud del mondo non geografici”, cerca di tracciare la sua rotta in base a uno strumento di navigazione diverso, la “Carta di Peters”.

Partendo da queste premesse, come entità giornalistica in qualche modo atipica, la MISNA, spesso definita agenzia di notizie ‘alternativa’ o di ‘controinformazione’, intende soprattutto essere fonte integrativa e talvolta correttiva delle troppe ripetitive 'informazioni geneticamente modificate’ (igm) di solito disponibili attraverso i grandi fornitori 'globali' di notizie. Persone, conflitti, territori e vicende spesso dimenticati e marginalizzati - incluse le Giovani Chiese che, insieme ad altri uomini e donne di buona volontà, svolgono spesso nel Sud del Mondo un ruolo decisivo per la difesa dei diritti umani, della pace, della giustizia e dello sviluppo - costituiscono al tempo stesso la fonte e l'oggetto privilegiati del lavoro redazionale, teso a produrre "dialogo e ponti" senza facili e dannosi sensazionalismi.

Un lavoro, in cui senso di responsabilità e sensibilità sono fattori determinanti e indispensabili per far arrivare a un mondo sordo, o almeno distratto, spesso intriso di pregiudizi figli di mancata conoscenza, la comunicazione di un altro mondo vivo, ancora capace di iniziativa e sensibile a valori che l’occidente tende a dimenticare, maltrattato e sfruttato da secoli eppure tanto colorato e sorridente anche nelle disgrazie e nella miseria. Il copioso e ‘genuino’ materiale proveniente dalla rete informale di corrispondenza dislocata nei cinque continenti fa capo quotidianamente a Roma dove è raccolto, verificato ed elaborato da un gruppo di lavoro composto da giornalisti professionisti laici altamente specializzati affiancati dal direttore responsabile Pietro Mariano Benni, reduce da altre direzioni. .

Le Direzioni Generali e le Province italiane degli Istituti Missionari, la loro Conferenza (Cimi) e il Sermis (Servizio Missionario) costituiscono l'editrice MISNA srl; padre Venanzio Milani, missionario comboniano con un passato in “Mani Tese” e in Congo, è presidente del consiglio d'amministrazione in rappresentanza dell'editore. Con le sue pagine di notiziario in più lingue, che hanno di recente superato i 15 milioni di ‘accessi’ al mese, la MISNA non solo costituisce una versione aggiornata e un classico esempio di “opera collettiva dell’ingegno” nei termini indicati dalla legge istitutiva dell’Ordine dei Giornalisti, ma si propone di essere un paradigma di comunicazione sociale, esaltando la componente etica della professione giornalistica in sinergia con i valori prevalenti dell’attività missionaria vissuta nel suo significato più ampio e ‘includente’.

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