Poetry, above all!

sabato 20 febbraio 2010

C'ERA UNA VOLTA LA POESIA Verona, 24 Aprile 2010 - un approfondimento.



Ricevo da Claudio Di Scalzo e volentieri pubblico, per una migliore comprensione dell'appuntamento di Verona (FB)

Lettera aperta ad Alessandro Assiri

Claudio Di Scalzo: Verona. La poesia on line e c’era una volta Tellusfolio

Caro Alessandro, ti scrivo in un mattino alpino mentre le radici nei prati intrecciano sogni di clorofilla nelle testoline rizomatiche, e intuisco che una miriade di insetti vocati al polline liscia ali vibranti. La primavera arriverà a breve, lo sanno, lo so, e il sole ciucciato come limone in alto avrà altro vigore, anche sulle onde che bagnano Marina di Vecchiano, pertanto, con questo simbolismo che mi regalo, credo sia il momento di scriverti una lettera sulla poesia, sulla poesia che ancora si affida all’inchiostro e su quella telematica di cui ragioneremo, da organizzatori, a Verona il 24 aprile 2010, proprio in piena primavera, chi potrà negarlo?

"C'era una volta nella Poesia on line”
una mappatura emozionale del contemporaneo
Verona
centro turistico giovanile
via santa maria in chiavica 7
sabato 24 aprile 2010 dalle 15 alle 19


Questa lettera registra anche un cambiamento, primaverile!, perché se la nostra iniziativa era sorta, a dicembre, in un luogo telematico da me diretto come Tellusfolio, ora le cose sono cambiate:da lì me ne sono venuto via. E allora ti riassumo pure una vicenda di direzione che ha registrato un fallimento, per rinascere, già a partire da Verona - eh sì, questa è proprio una bella sorpresa, caro Alessandro - con un magazine nuovo di zecca. Sembra uno schema romanzesco: avventura-ostacolo e pericolo-superamento e nuova avventura. Dunque a Verona, con me, se non ci sarà la testata che rimanda alla terra, ce ne sarà una, beneaugurante, che rimanda all’oceano, alla sorpresa acquorea di poesia e immensità. Sensato simbolismo che mi godo come l’uomo che vede in cantiere la nave in costruzione e guarda senza rimpianti l’ultimo porto, per un'altra destinazione. Con me, nel dirigere vele e rotte, un amico filosofo e una giovane poetessa. Non ti dico altro. Le notizie sul nuovo magazine verranno a puntate. Diciamo che è una strategia alla Pequod. Che la rotta sta nell’arpione di Achab e nell’occhio misterico di Moby Dick. Con queste premesse posso venire a Verona e intanto scrivere con distacco di Tellusfolio, che ha subito una vera e propria mutazione nella quale non mi riconosco ma che saranno i lettori a giudicare.
Però, nell’ultima propaggine di questa terra tanto invasa dalla politica dei partiti in minoritarismo allattati, angustiata dai comunicati e dal locale tornato locale - cioè un provincialismo incapace di legarsi al globale perché per farlo ci vuole un’interpretazione del mondo e ciò non lo dà la registrazione di una proprietà in tribunale - è ospitato, si fa per dire, diciamo sotto chiave, l’esperimento che dilateremo a Verona. E voglio ricordare, anche per chi mi leggerà, come ci siamo conosciuti e soprattutto intesi. Sopra un fotogramma da “C’era una volta il West” di Sergio Leone. Che mi preme riprodurre. C’è nel nostro dialogo la finzione audace, forse il nostro carattere, e adolescenziale giovinezza, ma anche la conferma che in poesia non c’è bisogno di tante parole bensì dell’immaginario. Il nostro, caro Alessandro, ha molti punti di contatto. Infatti per la prima volta, in cinque anni, ho pensato di incontrare un altro poeta e discutere assieme ad altri di poesia per ricavarne un progetto e una scia on line e su carta.
Alessandro Assiri: – C'è una battuta alla fine di C'era una volta il west... Bronson è sulla palizzata che aspetta… quando arriva Henry Fonda gli chiede: “Aspettavi me” e Bronson risponde: “Aspettavo un uomo”.
Claudio Di Scalzo detto Accio: – Il film che ricordi lo so a memoria... bisogna stare on line come Bronson e Fonda in C’era una volta il west, muoverci sulla prateria, tra i bordelli e le città anche fantasma... in cerca di uomini e donne in letteratura, ma sapendo che siamo solitari a cavalcare… e pericolosi, anche, per gli altri, perché sappiamo che stiamo vivendo “C’era una volta la Poesia”. Poi ognuno avrà la vita e la morte che si merita. E i versi come ombra adatti.
Non è stravagante che due uomini possano iniziare a collaborare così? Nell’epoca in cui ci si affanna a conoscerci, tra poeti e addetti ai lavori, con recensioni, scappellate, lettere brumose, offerte e vassallaggi? Credo faccia la differenza, questa prassi.
Da qui è nata un’esperienza, a fine 2009, come “Poeti sotto la neve”, “Che cos’è la poesia on line?” e “C’era una volta la poesia”. Questo seme lo trapianteremo altrove, Alessandro. Sul nuovo magazine e poi nei blog amici e anche su carta. In un altro annuario. Questa è un’altra sorpresa. Se l’esperienza di Tellus, con il numero 30, ha terminato il suo percorso di filosofia e poi di arte e letteratura (indipendentemente se cessi o prosegua), anche un altro annuario e un'altra esperienza su carta stampata vado progettando. Con un editore che sappia distribuirlo e apprezzarne la valenza.Del resto Tellus, prima rivista e poi annuario, è nel suo sviluppo un intreccio talmente inestricabile di vita e scrittura, un racconto filosofico ed estetico, che senza Marco Baldino e Claudio Di Scalzo, è inutilizzabile. Stesso destino per Tellusfolio, da me inventato a fine 2005 come sviluppo di Tellus sulla Rete. La teoria e la prassi di questo giornale on line stavano nell’inventare scritture e linguaggi che diretti dall’estetica ribaltassero un’asse in vigore dai tempi di Platone, e cioè che fosse la politica a dirigere la letteratura e le arti. Unitamente, che i vari linguaggi coabitassero, innovandosi, in un puzzle modificabile a piacimento dei lettori assieme a quanto di locale s’innerva nel globale e viceversa. Tutto ciò è fallito e non solo per arroganza e miopia proprietarie. Questa che sintetizzo è stata la mia ultima visione utopistica e comunistica. Al di là della generosità di Baldino e mia, era il progetto a non essere realizzabile nella situazione presente. Irrealizzabile con la protervia dei partiti e dei movimenti militarizzati, con lo strapotere dei motori di ricerca e senza che la letteratura, e chi la pratica, abbiano un progetto tangibile per uscire dal kitsch e dal trash stando in una orizzontalità web, che se pure è una conquista, non lo è la dittatura delle minoranze urlanti e dello sciocchezzaio.
L’esperienza che abbiamo fatto assieme ad altri amici nel dicembre 2009 è fondamentale. Intanto quelli che altrove erano commenti sono diventati produzione inedita di versi e nel contempo riflessione sulla poesia. Anche biografia e diario non autoreferenziali, bensì vissuto intrecciato con altri poeti. Per un evento temporaneo ed eterno come la caduta della neve ci sono altre decine di declinazioni su scritture simili. Bibliografie. Antologie dei maestri. Ricadute in fotografie e disegno. Abbiamo insomma, Alessandro, proposto una prassi. Estetica. Che il magazine riproporrà.
Quanto da me vaticinato riguardo a un comunitarismo libertario che si coagula e si scioglie tra vissuto e scrittura può realizzarsi, dunque. A patto che non ci sia la politica che impone la sua direzione all’arte, la sua gabbia mortificante.
Pertanto e schematizzando la penso così: la Rete è il flusso, è il caos, l’orizzontalità, la decostruzione continua di testi e linguaggi, con rischi di totalitarismo delle minoranze: anche l’idiota che scrive la poesia sui limoni e si convince di descriverli meglio di Montale è un rischio. In questo caos immagino uno spazio on line, un magazine, dove proporre non ulteriore caos, ma l’ordine, l’organizzazione, la scelta, che in una serie di virtuose metamorfosi progressive possa indicare un approdo lasciata l’ultima terra. Ecco! l’incognita è questa, questa la scommessa. In tale disegno la carta stampata non è più marginale. Ma importante. Bisogna che quanto germinato on line abbia sulla carta il suo riversamento, un po’ come quanto iniziato da me con TF e Tellus, ma con la fondamentale modifica che non di sola antologizzazione debba trattarsi, bensì di testualità che prende un’altra figurazione e andamento.
Oggi non è chiaro né fruttuoso, il più delle volte, il rapporto carta stampata-editoria-Rete.
Impegno del nuovo magazine sarà anche quello di proporre delle soluzioni. Una prassi realizzabile per chi starà dentro l’impresa che sta crescendo. E mentre ti saluto penso ai nomi che in questi anni mi hanno eletto come loro primo lettore, prima di pubblicarli, dalla ragazza di vent’anni che insegue un amore complicato, all’amica che mi raccontava la sua giovinezza sui colli romani… tutti saluto salutandoti, caro amico, e vi scrivo a presto… da Claudio di Scalzo detto Accio

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