Poetry, above all!

venerdì 8 gennaio 2010

Per l'Iran (io sono verde), di Benny Nonasky

Ci sono cose che non hanno parole.
Inizia un nuovo giorno e sembra di trovarsi sempre con i piedi immersi nella merda che ieri ci copriva.
Chi siamo? Perché uccide?
La libertà deve avere un prezzo?
Chiedere di essere tutti uguali, avere un diritto, conoscere orizzonti nuovi, migliori, deve avere un prezzo?
Chi ha più guadagno, poi?
Cos'è l'aspetto? Chi ha mai cercato un rossetto in un campo di tulipani?

Ammetto di non conoscere preghiere, ne di saper parlare bene, soprattutto in bene.
Vivo nell'odio, nel ciclone del male e mi ritrovo ad essere nero ricoperto di fuliggine sporca.
Parlo del male e la bellezza ha il sapore amaro del male.

Però spero e credo in quello che credo.

Io sono verde.
Io sono una rivoluzione.
Io sono Neda e ogni uomo e donna che muore.
Io sono le vostre menti e il vostro cuore.

Spero che la vostra voce si innalzi nell'universo e splenda in ogni stella che il firmamento incide come sogno.

Spero che il vostro sogno abbia un pianoforte che esprima ogni nota di libertà che le vostre mani incatenati nella forza di un domani, stringono, suonano.

Non sarà un felice anno, oggi, ma lo auguro per domani.


Benny N.

http://violesulcemento.blogspot.com/


Neda

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