Poetry, above all!

martedì 14 aprile 2009

"Divieto di verità" di Rita Pani ☭

Io la puntata di Anno Zero di giovedì l’ho vista. Ho sentito le grida ossessive dei leccaculo del governo, tentare di distorcere i fatti narrati. Ho sentito terremotati lamentarsi, ho visto un medico piangere mentre raccontava del suo ospedale costruito con l’argilla. La polemica scoppia tardiva, e di nuovo il governo cerca di chiudere la bocca a chi ha voglia di raccontare, e soprattutto a chi, in modo partigiano, non si è lasciato ancora addomesticare.

È interessante notare come a distanza di giorni, e mentre si parla di ricostruzione, si sia voluto imputare a Santoro d’aver offeso quanti si sono prodigati per i primi soccorsi ad una popolazione terremotata, per tentare di cancellare la memoria delle denunce che sempre in quella trasmissione sono state fatte. Vi ricordo che ad un certo punto, l’ex magistrato castrato dal governo De Magistris, ha avuto l’ardire di citare a chiare lettere anche l’IMPREGILO. E certe cose, in Italia, la TV pubblica non può davvero farle, come del resto non è gradito al governo, che qualcuno osi insinuare nelle italiche menti, che tutti quei morti ci sono stati perché imprenditori ladri facevano affari con amministratori pubblici ladri. No, questo non si può dire, nemmeno quando le immagini mostrano muri e pilastri sbriciolati. Nemmeno quando ci raccontano che un intero quartiere è stato costruito sopra una faglia attiva, contro il parere dei geologi. Non ci dicono chi sia stato il sindaco o la giunta che ha reso edificabili quei terreni, in modo tale che a noi resti la sensazione della fatalità.

Da Giovedì a domenica, è un tempo lungo per dichiararsi offesi da una trasmissione televisiva, forse perché le prime procure indagano, e hanno annunciato che non si sentirà parlare di “indagati” ma di “arrestati”. Mi pare evidente che può essere considerato conveniente lasciarci a spalare tra le macerie che seppelliranno Anno Zero e Michele Santoro, anziché farci tenere viva l’attenzione sulle macerie dell’Aquila. Il governo riscrive il piano casa, conservando gli ampliamenti del 30% e aggiunge un codicillo secondo cui si potranno avere sgravi fiscali, se si costruirà secondo i criteri di sicurezza imposti dalla UE. Perché è segno evidente che ancora non è bastato, ed è norma che in Italia non basti mai. Non bastano i morti sul lavoro a far applicare le leggi esistenti e anzi, si ritoccano al ribasso, non bastano i terremoti a far applicare le norme e i controlli sugli appalti, non bastano nemmeno le alluvioni. Meglio crocifiggere Santoro e indurci a sbraitare sul pericolo che corre la nostra libertà.

A noi corre l’obbligo di rilanciare qual minimo di verità nascosta dalla censura di governo, e lo facciamo, anche se serve a poco vista la nostra possibilità di raggiungere un pubblico da “zero virgola” mentre l’informazione ufficiale continua a divulgare la realtà virtuale di un paese che non esiste. Un esempio banale: ieri in Sardegna, nelle zone del cagliaritano e del Sulcis Iglesiente (casa mia) c’è stata l’ennesima alluvione, con tanto di sfollati e salvataggi aerei con elicotteri e pompieri imbragati. Oggi la TV derubricava un alluvione, in semplice maltempo, col rammarico del popolo sardo di non aver potuto vivere la gita fuori porta come da tradizione post pasquale.

Pioveranno molti danari in Abruzzo, ed anche questo è un buon motivo per tappare la bocca a giornalisti come Santoro. Toccherà agli aquilani il compito di informarsi, e di vigilare sugli appalti, perché statene certi, imprese come l’IMPREGILO si trasformeranno, forse cambieranno nome, ma loro, i ladri, saranno sempre là a fare esattamente quello che sanno fare meglio: spartirsi il danaro. E voglio aggiungere anche un’altra cosa, anche se meriterebbe più spazio e più attenzione: attenzione al 5 per mille. Sfruttando l’onda di emozione collettiva, sarà facile per il contribuente riservare tale somma al popolo abruzzese, mettendo a segno un altro colpo desiderato da questo governo, ossia finire di uccidere le associazioni che si occupano di volontariato e protezione sociale: anche quelle che, secondo il governo, sono state offese da Santoro.

Rita Pani (APOLIDE)

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