Poetry, above all!

martedì 6 gennaio 2009

Palestina song di Mario Salis



"Dedicata al popolo di Palestina

Sono stato in Israele, a Gerusalemme Est Ovest a Nazareth ed ho visto come da anni è umiliato il popolo palestinese.

Ho visto l'acqua che gli è stata levata, gli alberi di olive calpestati, il muro costruito, la dignità calpestata da più di trent'anni ed oggi Gaza bombardata da un fuoco occidentale fatto di compiacimenti e maschere ipocrite.

La Palestina è una terra di nessuno che alcuni vorrebbero rendere muta per darla in pasto a persone che facendo riferimento a testi biblici vorrebbero espugnare ogni forma di vita.

La Palestina, terra di poeti e di umili, esiste ed esisterà oggi e per sempre"

Mario Salis

(¯'•·* Palestina song*·•'¯)

Da quando è nato che il mondo è mondo
noi siamo fuoco figli del vento
padri del fieno padri del fango
noi mezzi demoni angeli dentro

Siamo gabbiani senza le ali
a volte santi a volte bestiali
il nostro corpo di acqua e di sangue
è un chiaro segno un segno evidente

Siamo la luce e anche il suo profumo
siamo la notte la rugiada al mattino
siamo la polvere che resta nei sandali
siamo più forti anche a volte i più deboli

Per alcuni siamo figli di Dio
per altri diavoli schiavi dell'io
siamo di più di quello che sembriamo
noi siamo quello quello che amiamo

Siamo l'eterno e anche il suo contrario
il suo contorno i binari di un treno
siamo di coccio quando lo vogliamo
siamo una stella in mezzo al cielo

Noi siamo dentro quando fuori fa' pioggia
e siamo fuori quando dentro fa' nebbia
in fila indiana facciamo a pugni
contro chi ruba i nostri sogni

Pieni di dubbi ma sempre in piedi
seguiamo il vento ad occhi chiusi
il nostro mondo ha vetri opachi
la nostra strada un mare di croci

Per alcuni siamo figli di Dio
per altri diavoli schiavi dell'io
siamo di più di quello che sembriamo
noi siamo quello quello che amiamo

Oltre ogni oltre è la nostra casa
il nostro letto è un cielo rosa
alle dita non abbiamo unghie
le nostre mani sono archi di fionde

Possiamo essere il nulla o il tutto
una ferita a cuore aperto
samo cosi siamo di passaggio
siamo poeti all'arrembaggio

Siamo le ostriche di questo cielo
un arcipelago di sogni per l'uomo
quando troviamo terra da arare
allora siamo pronti a morire

Per alcuni siamo figli di Dio
per altri diavoli schiavi dell'io
siamo di più di quello che sembriamo
noi siamo quello quello che amiamo

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