Poetry, above all!

giovedì 30 ottobre 2008

sul decreto Gelmini, per intervenire contro

Inoltro da mail ricevuta.

ciao,

"Cari tutti,

ho appena ricevuto questa interessante mail scritta da una persona che
lavora al ministero delle finanze e che ci dà un suggerimento su come chiedere al
Presidente della Repubblica un intervento in merito al riesame del decreto
Gelmini.

Se condividete la proposta, distribuitela a quante più persone potete, se
non la condividete, scusatemi per l'intrusione.

Buona giornata a tutti.
_________________________________________________________________________

Per intervenire contro il Decreto Gelmini, questa è una delle possibili
modalità: In questi giorni sono moltissime le e-mail inviate al Presidente
della Repubblica per chiedergli di non firmare la legge di conversione del
decreto Gelmini.

Ora il Presidente della Repubblica non può, per disposto costituzionale,
rifiutarsi di firmare una legge approvata dal Parlamento.
Egli, però, prima di firmarla, può inviare un messaggio motivato alle Camere con il quale chiede una nuova deliberazione.

Per chiedergli di seguire questa strada, costituzionalmente corretta, ho
predisposto il testo di una lettera che chi volesse può inviargli Importanti
sono due cose:
1. Che la richiesta sia fattibile (e quella allegata lo è)
2. Che le richieste che gli pervengono siano tantissime

Il meccanismo per scrivere al Presidente della Repubblica è semplicissimo:
Andare su Internet Indirizzare a https://servizi.quirinale.it/webmail
Cliccare su La Posta ed appare una finestra sulla quale vanno scritti i
propri dati personali ed il testo della lettera (Lo spazio a disposizione contiene
esattamente il testo allegato - che va scritto tutto di seguito senza andare
a capo - e la firma di chi scrive: non di più)

L'invito a chi concorda è duplice:
1. inviare la lettera
2. trasmetterla a tutte le persone di cui si ha l'indirizzo invitandole a
fare altrettanto.

L'unica possibilità per essere ascoltati è di essere tanti, tantissimi

TESTO DA INSERIRE NEL MODULO AL PRESIDENTE:
Signor Presidente,
la Camera dei Deputati ha approvato la legge di conversione del decreto
137/08 con un voto di fiducia.
E' facilmente prevedibile che altrettanto avverrà al Senato.

Non Le chiedo di non firmare quella legge, ma di compiere un atto che la
Carta Costituzionale Le consente.

Lei avrà trenta giorni di tempo, dopo il voto del Senato, per promulgarla
(comma1, art. 73 della Costituzione).

Le chiedo di inviare al Parlamento, in quel lasso di tempo, un messaggio
motivato (comma 1, art. 74 della Costituzione) per chiedere una nuova
deliberazione.

E quale più forte motivazione di quella di una legge di riforma della scuola
approvata senza la necessaria discussione ed i doverosi confronti (!) con un
voto di fiducia usato proprio per impedire discussione e confronti.

Confido in un Suo intervento.

Nessun commento: