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martedì 1 luglio 2008

Roberto Maroni insiste con la sua demagogia di razza

Gruppo EveryOne

Roberto Maroni insiste con la sua demagogia di razza: "Prenderemo le impronte dei bambini Rom e li toglieremo ai genitori"

Il ministro dell'interno, il leghista Roberto Maroni prosegue con il programma di schedatura attraverso foto segnaletiche e impronte biometriche dei bambini Rom, nonostante le proteste ufficiali dell'Unicef e delle principali organizzazioni antirazziste.

La dialettica con cui Maroni difende le proprie politiche persecutorie è quella consueta delle organizzazioni che pongono la pulizia razziale ed etnica fra le proprie priorità: "Voglio portare fino in fondo la mia azione," tuona il ministro, "e non mi farò fuorviare dai sedicenti antirazzisti né dai giudizi di chi conosce poco questa terribile realtà, che fa dell'Italia, da questo punto di vista, uno dei Paesi più arretrati al mondo.

Oh sì, io voglio, voglio senza esitazioni affermare i diritti dell'infanzia, dei bambini di vivere una vita normale in condizioni decenti, senza essere inviati all'accattonaggio o peggio ancora.

Per fare questo, come disse il ministro Rosy Bindi nel luglio 2007 occorre identificare tutti i minori anche prendendo le impronte digitali.

Oggi evidentemente Rosy Bindi ha cambiato idea, io ho preso spunto da questa iniziativa per fare esattamente questo.

Io rifiuto l'idea che un Paese civile possa accettare di vedere minori che vivono dividendo lo spazio con i topi: questo avviene nei campi nomadi.

Tutti coloro che hanno protestato dall'Unicef in giù dicano se sono d'accordo nel consentire che oggi in Italia, nei campi nomadi, i minori convivano con i topi.

Sono questi i diritti dell'infanzia? Oh no, io continuerò senza alcun tentennamento su questa strada perché la mia strada è la sola strada giusta per garantire i diritti ai minori". Demagogia razzista.

In realtà sono proprio i movimenti intolleranti e persecutori ad aver relegato i Rom nei luoghi più inospitali delle città, fra i rifiuti, i miasmi delle fogne, i gas delle tangenziali e delle fabbriche, iparassiti e i topi.

Le carte per i Diritti Umani e per la tutela dei Popoli, le Direttive e le Risoluzioni Ue indicano chiaramente la strada maestra da seguire per eliminare l'emarginazione e l'indigenza del popolo Rom: una strada costellata di programmi reali di integrazione, di sostegno all'esistenza, alla cultura, alle tradizioni, alla dignità di un'etnia perseguitata fino all'annientamento.

I Rom sono una nazione senza territorio compatto e non un'associazione a delinquere, come vorrebbero far credere Maroni e le sue "camicie verdi".

Le famiglie Rom devono essere protette da una campagna razzista che non ha precedenti, condotta da politici, autorità e media senza scrupoli, animati dal più cieco odio razziale. Le famiglie Rom devono essere protette da aggressioni e abusi di ogni sorta, perpetrati da gruppi razzisti, bande di cittadini esaltati dalla propaganda xenofoba, forze dell'ordine e squadre legate a forze politiche di destra ed estrema destra.

Le famiglie Rom devono essere tutelate contro l'estrema miseria in cui sono state relegate, che difatto le costringe a mezzi estremi per provvedere alla propria sopravvivenza.

Non sono certo i genitori Rom a sfruttare i piccoli costretti a mendicare, sono i politici e le autorità senza scrupoli asfruttare l'emarginazione in cui versano i Rom - e che costringe persino i loro bambini a vivere di elemosina - per affermare il proprio potere e lucrare sul dolore di un popolo, protetti da una cortina di calunnia e ignoranza.

La classe politica che governa l'Italia ha ottenuto il potere con mezzi illegittimi, proponendosi quale paladina di un'Italia "libera dai Rom e dai clandestini".

E' anticostituziolnale, antidemocratico, criminale.

Si vincono le elezioni con progetti di sviluppo civile, non incitando un popolo, quello italiano, a combattere una guerra di razza contro l'etnia più vulnerabile, divulgando ogni genere di falsità e di calunnia razziale, montando falsi casi, criminalizzando un'intera gente.

Anche se in ritardo, l'ex ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero ha deciso di rompere il muro di indifferenza e ostilità razziale che uomini privi di valori umani e civili hanno innalzato.

"Nel 60 esimo anniversario di quel'obbrobrio che furono le leggi razziali," ha dichiarato Ferrero, "il ministro dell'Interno Roberto Maroni oggi è arrivato a proporre la schedatura dei cittadini rom, italiani e non.

Si tratta, molto semplicemente, della stessa filosofia, cultura e politica scelta dal fascismo e da Benito Mussolini.

La schedatura su base etnica di cittadini italiani e stranieri, rom o meno che siano è una proposta barbara, inaccettabile, indegna di un Paese civile.

Mi metterò in fila anch'io, per farmi schedare dal ministro Maroni, e spero che così faranno tanti altri cittadini italiani".

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fonte: indymedia roma

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