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venerdì 11 luglio 2008

Impronte ai rom, l'Europarlamento: è discriminazione

da: BOLLETTINI ANTIFA

Unità :

"Mani pulite. Non parliamo del processo che mandò in galera mezza classe dirigente della prima Repubblica. Questa volta le mani in questione sono quelle dei bambini rom. Secondo l'Europarlamento le mani dei rom devono restare senza inchiostro . Non si possono prendere le impronte digitali ad un'intera popolazione. È schedatura etnica.

Il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, ha approvato la risoluzione presentata dai gruppi del centro sinistra e liberaldemocratici che boccia le misure di emergenza nei campi nomadi italiani, con 336 voti a favore, 220 contrari e 77 astenuti. Gli europarlamentari esortano le autorità italiane «ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori e dall'utilizzare le impronte digitali già raccolte in attesa dell'imminente valutazione delle misure previste annunciata dalla Commissione, in quanto questo costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l'origine etnica».

L'assemblea ha anche approvato una proposta di modifica presentata dal gruppo di destra con la quale si fa riferimento alla risoluzione approvata dall'Europarlamemto nel gennaio di quest'anno nella quale si sollecitano gli Stati Ue a risolvere il problema dei campi «illegali» dove non c'è igiene o standard di sicurezza e dove «un alto numero di bambini rom muore per incidenti domestici».

Lo stop dell'Europa al ministro Maroni ha chiaramente sollevato un polverone. Il Pd e la Sinistra Europea esultano.«Il commissario Barrot non si è fidato delle parole di Maroni. Quando la Commissione avrà ricevuto le necessarie informazioni e rassicurazioni sul rispetto dei diritti valuteremo con serietà e senza pregiudizi l'azione del governo», ha indicato Gianni Pittella (Pd) mentre Patrizia Toia (Pd) ha rilevato che «il governo sta iniziando a fare marcia indietro per correggere il tiro di un'iniziativa razzista».

Secondo Vittorio Agnoletto (Prc-Sinistra Europea) si tratta di «un ottimo risultato che difende i diritti umani e condanna una schedatura razzista». Per il collega di partito Giusto Catania al voto di oggi «hanno partecipato anche decine di parlamentari del Ppe, che con la loro astensione sul voto finale rendono ancor più isolato Berlusconi in Europa».

Claudio Fava (Sinistra democratica) ritiene che «la risoluzione di censura contro l'ordinanza del ministro Maroni, approvata a Strasburgo con un consenso largo e trasversale, denuncia l'irrimediabile anomalia del governo italiano».

Il Pdl minimizza e si chiude a riccio intorno alle posizioni del governo.«Ora i cittadini italiani ed europei sanno che solo le forze che sostengono il governo Berlusconi e il Ppe hanno a cuore la sicurezza dei propri popoli e i diritti dei più indifesi», ha affermato Mario Mauro (Fi), vicepresidente dell'Europarlamento

«Il voto frutto di pura speculazione politica sulle pelle degli interessati, è la classica vittoria di Pirro», ha affermato il leghista Mario Borghezio, secondo il quale Maroni «ha pieno diritto di andare avanti in questa azione coraggiosa e di alto valore civile e morale, sicuro del consenso della stragrande maggioranza dei cittadini».

Intanto le associazioni antirazziste dopo la raccolta delle impronte in piazza organizzata dall'Arci della settimana, accolgono il risultato dell'europarlamento e rilanciano. «Il successo dell’iniziativa organizzata lunedì scorso dall’Arci, con oltre 3000 impronte raccolte in poche ore, ci conferma che gran parte dell’opinione pubblica è indignata per le misure contro rom e sinti volute dal ministro Maroni» dice una nota dell'Arci. «Con soddisfazione vediamo crescere la mobilitazione culturale e politica contro quello che abbiamo definito “razzismo di stato”».

Pubblicato il: 10.07.08"

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