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domenica 29 giugno 2008

SICUREZZA: INCOMICIA LA DEMOLIZIONE DEL TESTO UNICO

CON INVITO ALLA DIFFUSIONE !

Dopo l’ abrogazione del D.M. 37/08 (sicurezza degli impianti) e come ci si poteva aspettare va avanti la lotta del governo Berlusconi, contro la sicurezza (quella vera !).

In particolare incomincia la demolizione del D.Lgs.81/08 (“Testo Unico sulla iSicurezza”), che al di là di molti aspetti critici, risulta comunque migliorativo rispetto alla normativa vigente.

L’ obbligo della valutazione dei rischi aziendali (che secondo il nuovo Decreto imponeva alcune importanti novità, come ad esempio valutare il livello di stress dei lavoratori e rimandava a specifiche normative tecniche, anziché alla fantasia dell’ imprenditore o del consulente, alcune valutazioni) è stato prorogato al 01/01/09.

Analogamente slitterà alla stessa data l’ obbligo di comunicare ogni infortunio, anche quelli comportanti assenza dal posto di lavoro di un solo giorno.

Tutto quanto sopra rientra negli intendimenti del governo e in particolare del famigerato ministro Sacconi, di ridurre al minimo (eliminare del tutto non si può, visto che si tratta di norme comunitarie) ogni garanzia per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Il governo rimanda di mesi alcuni importanti adempimenti del Testo Unico. Nel frattempo avrà la possibilità, su mandato di Confindustria, di emendarlo da tutti gli obblighi “scomodi” per i datori di lavoro e finirà per scaricare sui lavoratori la responsabilità della loro insicurezza (secondo una consolidata mentalità degli imprenditori).

Intanto i lavoratori continuano a morire.

D’ altro canto questa non può essere una priorità di nessun governo, né di destra, ne “di sinistra”.

Le priorità sono altre: l’ aumento del PIL, l’ aumento della competitività del “sistema paese”, la “sicurezza dei cittadini” (nel senso dei ricchi che hanno una villa), il mantenimento del sistema malavitoso che garantisce ricchezze stratosferiche a imprenditori / politici / mafiosi / lacchè del regime.

DIFFONDETE & KNOW YOUR RIGHTS !

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(Articolo tratto dal quotidiano Il Sole 24 Ore di venerdì 27 giugno 2008, p.27)

Ci sarà più tempo per valutare i rischi aziendali. L’obbligo per le imprese – Imposto dal testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro – di identificare i pericoli derivanti dal tipo di attività è in scadenza il 29 luglio. Ma slitterà al 1° gennaio 2009 (in linea con il rinvio già disposto della comunicazione all’Inail degli infortuni di un giorno).

La proroga è stata inserita, un po’ inattesa, nel disegno di legge di conversione del Dl 97/08. Si tratta del provvedimento d’urgenza varato dal Consiglio dei Ministri del 3 giugno che contiene una stretta sui crediti d’imposta per i bonus investimenti, la proroga dei termini per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, la cancellazione della responsabilità solidale negli appalti e la nomina di un advisor per la cessione di Alitalia. Un ventaglio di disposizioni non del tutto omogenee, tra le quali è stato ora inserito – con un emendamento approvato martedì scorso in commissione Finanze al Senato – anche il differimento di quello che è considerato l’adempimento cardine - della nuova “626”.

L’emendamento è stato presentato dal relatore Giorgio Costa (Pdl), “ma con l’appoggio del governo”. Per cui nel prosieguo dell’iter a Palazzo Madama (L’Aula esaminerà l’articolato dall’8 luglio) non dovrebbero esserci ripensamenti. Il Dl 97/08 dovrà essere poi trasformato in legge con il via libera della camera entro il 2 agosto.

Il congelamento delle norme sulla valutazione dei rischi, del resto, risponde ad un preciso intento dell’Esecutivo. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, non ha mai fatto mistero di non condividere l’impianto del decreto legislativo 81/08 (in molte parti già entrato in vigore il 15 maggio 2008) e di volerlo sottoporre ad una verifica generale. Per Sacconi va superata la spaccatura che si è verificata durante la precedente legislatura tra organizzazioni imprenditoriali e sindacati nella predisposizione delle nuove regole a tutela della salute dei lavoratori. E una pausa di riflessione può rivelarsi utile per tutti.

Il dicastero del Welfare si proporrà come un interlocutore “terzo” tra le parti sociali che sono state esortate a esprimere avvisi comuni sugli aspetti più controversi del Testo unico. Ad esempio, in materia di organismi bilaterali e di rappresentanza dei lavoratori all’interno delle realtà produttive. Contemporaneamente, però, Sacconi ha dato mandato agli uffici tecnici del ministero di potenziare alcune misure delineate nel Dlgs 81 e di accelerarne l’attuazione: a partire dalla formazione e dalla vigilanza. Si stanno già tenendo da qualche settimana incontri con le parti sociali, le Regioni, le Asl e gli altri soggetti interessati per dare vita a piani straordinari di controlli nei cantieri e nelle fabbriche e ad iniziative di prevenzione e formazione da avviare subito dopo l’estate (o, se possibile, anche prima). Infine, potrebbero essere apportate modifiche all’attuale quadro delle regole sulla valutazione dei rischi e all’apparato sanzionatorio per riequilibrare quello che Sacconi ha più volte definito come un testo troppo sbilanciato sugli elementi repressivi.

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