Poetry, above all!

domenica 1 gennaio 2012

Giacomo Cerrai: Il silenzio dei macelli [da www.olandesevolante.com]



perché quando, alla fine della festa, non ci sarà più nulla da tagliare, resterà solo il silenzio..."

*

Carne a[r]mata!
Che questi/e nostri/e arti dislocati/e, ci consentano di sentire, di toccare, di vedere finalmente di combattere ad armi pari (fra gli altri) la "mano invisibile"!

giovedì 10 novembre 2011

Alluvione a Genova 2011 - MODULI RIMBORSO DANNI

Ecco i moduli per la richiesta risarcimento danni causati dall'alluvione degli ultimi giorni a Genova, per privati e attività economiche. Ci sono solo 20 giorni a disposizione per farlo, quindi: non c'è tempo da perdere.


‎!! MODULI DI RIMBORSO DANNI PER ALLUVIONE GENOVA - DIFFONDERE IL PIÙ POSSIBILE: VANNO CONSEGNATI ENTRO SOLI 20 GIORNI DAL 4/11.
SOPRATTUTTO PASSARE L'INFO E I MODULI AD ANZIANI E SFOLLATI SENZA COLLEGAMENTO INTERNET. CHI PUÒ SI MOBILITI PORTA A PORTA PER DISTRIBUIRE I MODULI E INFORMARE LA CITTADINANZA.
RESTANO 2 SETTIMANE.




mercoledì 9 novembre 2011

POESIAinCIVILE per la creazione di un Conflitto Poetico Totale - Comunicato novembre 2011

Uccidere!

Uccidere!

Uccidere!


Filosofi del disincanto

Maestri della distruzione

Piromani per scelta

Ebbri musicisti

Pensatori folli

Pittori dell’assurdo

Artisti del dubbio

Architetti di problemi

Situazionisti dell’oggi

Rivoluzionari del quotidiano

Siamo tutti quanti morti

E ci facciamo fare lavande gastriche per volare

Planare sopra fiumane di contaminazioni

Per abbracciare stelle fucilate

Cieli evirati

Compagni interplanetari accoltellati


Siamo angeli!

Siamo gli angeli della morte

E nonostante l’aspetto delle nostre ali

CI dilettiamo nell’impiccare incendi incontrollabili

Nel calpestare i crani di divinità reclamizzate

Nel mettere incinta donne con sperma di inchiostro

Nell’azzannare frasi fatte

Nello scavare tombe nell’assurdo della contrazione muscolare

Nel destrutturare problemi inutili

Nel seviziare biosfere di amianto

Nell’urinare in tubi di scappamento euro 4

Nell’aizzare silenzi urbani contro i condomìni del centro

Nel bere vino barattato su e-bay

Perché siamo gli angeli della morte

E gli angeli della morte volano come scrivono

E scrivono male quel che vestono male


[Alessandro Ettore Cimò]


sottoscrivono:

Dana Drunk

Marco Deliri Buggio

Fabio Barcellandi



Presenza in rete:

"Much ado about nothing" a comedy by William Shakespeare vs "Bastava non votarlo" an Italian comedy!

Much ado about nothing
a comedy by William Shakespeare

vs


an Italian comedy!

mercoledì 12 ottobre 2011

COMITATO 15 OTTOBRE NORD-MILANO

"NESSUNO PUO' SPEGNERE IL SOLE, NESSUNO PUO' IMBRIGLIARE SEI MILIARDI DI PERSONE"

"QUELLO CHE NOI ABBIAMO E' QUELLO CHE CI SIAMO PRESI. E QUELLO CHE CI SIAMO PRESI E' SOLO UNA PICCOLA PARTE DI QUANTO CI SPETTA"


venerdì 23 settembre 2011

www.ildialogo.org - Manovra e armi: "Il male oscuro", di Alex Zanotelli

In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma (SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!

E’ mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. A questo dovrebbe spingerci la nostra Costituzione che afferma :”L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali…”(art.11) Ed invece siamo coinvolti in ben due guerre di aggressione, in Afghanistan e in Libia. La guerra in Iraq (con la partecipazione anche dell’Italia), le guerre in Afghanistan e in Libia fanno parte delle cosiddette “ guerre al terrorismo”, costate solo agli USA oltre 4.000 miliardi di dollari (dati dell’Istituto di Studi Internazionali della Brown University di New York). Questi soldi sono stati presi in buona parte in prestito da banche o da organismi internazionali. Il governo USA ha dovuto sborsare 200 miliardi di dollari in dieci anni per pagare gli interessi di quel prestito. Non potrebbe essere, forse, anche questo alla base del crollo delle borse? La corsa alle armi è insostenibile, oltre che essere un investimento in morte: le armi uccidono soprattutto civili.

Per questo mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta ,né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folle somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali?

Ma perché i nostri pastori non alzano la voce e non gridano che questa è la strada verso la morte?

E come cittadini in questo momento di crisi, perché non gridiamo che non possiamo accettare una guerra in Afghanistan che ci costa 2 milioni di euro al giorno? Perché non ci facciamo vivi con i nostri parlamentari perché votino contro queste missioni? La guerra in Libia ci è costata 700 milioni di euro!

Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi. Noi vogliamo sapere quanto lucrano su queste guerre aziende come la Fin-Meccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto-Melara, l’Alenia Aeronautica. Ma anche quanto lucrano la banche in tutto questo.

E come cittadini chiediamo di sapere quanto va in tangenti ai partiti, al governo sulla vendita di armi all’estero (Ricordiamo che nel 2009 abbiamo esportato armi per un valore di quasi 5 miliardi di euro).

E’ un autunno drammatico questo, carico di gravi domande. Il 25 settembre abbiamo la 50° Marcia Perugia-Assisi iniziata da Aldo Capitini per promuovere la nonviolenza attiva. Come la celebreremo? Deve essere una marcia che contesta un’Italia che spende 27 miliardi di euro per la Difesa.

E il 27 ottobre sempre ad Assisi , la città di S. Francesco, uomo di pace, si ritroveranno insieme al Papa, i leader delle grandi religioni del mondo. Ci aspettiamo un grido forte di condanna di tutte le guerre e un invito al disarmo.

Mettiamo da parte le nostre divisioni, ricompattiamoci, scendiamo per strada per urlare il nostro no alle spese militari, agli enormi investimenti in armi, in morte.

Che vinca la Vita!

Alex Zanotelli

Per aderire all’appello di Zanotelli : http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1314206334.htm

domenica 11 settembre 2011

"Io firmo. Riprendiamoci il voto" -Referendum contro il Porcellum

DIFFONDETE SE CI CREDETE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! QUALCOSA DI PUO FARE PER CAMBIARE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

INFORMAZIONE MOLTO IMPORTANTE DA DIFFONDERE !!!
Nessuno lo sa, ma entro il 25 settembre si può andare in comune per firmare a favore del referendum che abroga l'attuale legge elettorale. Quella che consente ai capi di partito di scegliere chi mandare in parlamento e negli altri consigli importanti. Se pensi di dover essere tu a scegliere chi ti rappresenta vai a firmare! Non vogliono farcelo sapere! .. FIRMARE E' IMPORTANTE..!! .. SOLO NOI POSSIAMO CAMBIARE LE COSE!!! ....... CONDIVIDI E FALLO SAPERE A TUTTI I TUOI AMICI!! .. L'INFORMAZIONE è LA BASE PER OGNI VITTORIA!!!


*

"Io firmo. Riprendiamoci il voto"

http://www.referendumleggeelettorale.it/

Al via il referendum anti-Porcellum
Presentata Roma una nuova campagna referendaria per cancellare i punti più controversi della legge Calderoli. Dalla prossima settimana via alla raccolta delle firme. Obiettivo: 500mila entro la fine di settembre. Reazioni contrastanti dai partiti
ROMA - Liste bloccate, premio di maggioranza, deroghe alla soglia di sbarramento, obbligo di indicazione del candidato premier. Quattro punti. Quattro disposizioni che fanno del Porcellum, una legge elettorale "da cancellare al più presto". Dando, attraverso un referendum abrogativo, la parola ai cittadini che al momento non scelgono i candidati ma solamente un simbolo..

È "Io Firmo. Riprendiamoci il voto" , iniziativa del Comitato per il Referendum sulla Legge Elettorale.

Una mobilitazione trasversale, che nasce , per mettere un freno ai danni prodotti dal Porcellum.
ELENCO DEI GAZEBO:

http://www.italiadeivalori.it/referendum/index.php?option=com_storelocator&view=map&Itemid=125


mercoledì 17 agosto 2011

Ma il 25 aprile non si può spostare di ALESSANDRO PACE

Ma il 25 aprile non si può spostare
di ALESSANDRO PACE


ERA PROPRIO necessario che tra le misure anti-crisi venisse previsto di spostare alla domenica successiva la celebrazione della sconfitta del fascismo, della nascita della Repubblica e di quel lavoro che la Costituzione pone a fondamento dell'Italia?

Mi chiedo ancora: Barack Obama o qualsiasi altro leader americano penserebbe mai, come misura anti-crisi, di poter spostare alla domenica successiva la celebrazione del "giorno dell'Indipendenza" (4 luglio) o "del giorno del Ringraziamento" (ultimo giovedì del mese di novembre)?

Non mi chiedo, invece, cosa succederebbe in Francia dinanzi alla solo ventilata idea di spostare la celebrazione della presa della Bastiglia al 16 o al 17 luglio. È infatti scontato che ciò determinerebbe una intransigente opposizione da destra come da sinistra, perché il 14 luglio è il "14 luglio": una data e, insieme, un simbolo che sta alla Francia come il 25 aprile sta all'Italia. Identifica la precondizione storica della nascita, tra sangue e sofferenze, della Repubblica francese, così come senza il 25 aprile 1945, simbolo del riscatto italiano, non ci sarebbe mai stato il 2 giugno 1946.

Ebbene, gli americani e i francesi - per limitarmi ai soli esempi fatti - non acconsentirebbero mai allo spostamento di queste ricorrenze alla domenica successiva, perché hanno la consapevolezza di un fatto - ben noto, a livello teorico, a costituzionalisti e politologi -, e cioè che la celebrazione degli avvenimenti che hanno segnato la nascita e la
storia del loro Paese (come anche la bandiera, l'inno nazionale ecc.) costituisce un permanente "fattore d'integrazione" dell'ordinamento statale, la cui sostanziale unità, pur nella diversità delle idee, è nell'interesse generale preservare. Ciò è tanto vero che il dare alle fiamme la bandiera nazionale fu riconosciuto legittima manifestazione del pensiero dalla Corte Suprema, in quanto metteva in discussione una data politica (la guerra in Vietnam), e non i valori della Costituzione federale.

È quindi ovvio che, per i cittadini italiani che hanno cara l'unità del nostro Paese, sia motivo di sofferenza (oltre che di dolore, nel ricordo di quanti hanno sacrificato la vita per quell'Unità) assistere al dileggio di quei simboli, impunemente manifestato (addirittura!) da rappresentanti del popolo con parole e gesti osceni. Ed è quindi altrettanto ovvio che anche la sola "mancanza di considerazione" di quelle date simboliche da parte dei nostri governanti, possa costituire, per i cittadini italiani orgogliosi di essere tali, motivo di indignata preoccupazione, soprattutto se si pone mente al fatto che quanti dileggiano quei simboli, prima di assumere gli incarichi di governo, hanno prestato giuramento sulla Costituzione (che quei valori presuppone e incorpora) dinanzi al Presidente della Repubblica, in quanto "rappresentante dell'unità nazionale" (art. 87 comma 1 Cost.).

Potrebbe bensì obiettarsi che, nell'era della globalizzazione, lo Stato-nazione è un po' dappertutto in crisi, e con esso tutti quei simboli. Ma è in crisi - deve osservarsi - perché soggetto a ripensamento è il concetto di nazione a fronte delle pressioni multietniche, non è in crisi il concetto di Stato, il quale resta essenziale anche in un'ottica sopranazionale ed europea.

Fermo restando quanto fin qui osservato, è quindi solo per completezza che, in critica alla misura anti-crisi sopra ricordata, può aggiungersi che, anche dal punto di vista strettamente economico, il gioco non vale la candela, perché, come è stato subito osservato dalla Federalberghi, all'aumento della produttività conseguente allo spostamento delle feste, corrisponderà una analoga contrazione dei consumi.

Data la sostanziale inutilità, anche pratica, della misura, sorge allora il dubbio se, per individuarne la ragione giustificativa, non si debba fare il processo alle intenzioni dei nostri governanti. In questa ottica andrebbe perciò ricordato che taluni di loro hanno criticato la celebrazione della Resistenza, hanno prospettato la soppressione della festa del lavoro, hanno dileggiato la bandiera e l'inno della Repubblica e si sono opposti alla celebrazione del Centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia.

Per cui, alla luce di questi dati, ci si potrebbe chiedere se l'inserimento, tra le misure anti-crisi, della possibilità di spostare alla domenica successiva le tre feste civili non abbia costituito l'occasione - colta al volo da quei governanti che così si erano espressi - per sminuire l'importanza simbolica di fatti storici che ai loro occhi non rappresentano dei "valori", in contrasto con la stragrande maggioranza dei cittadini italiani.

martedì 26 luglio 2011

Palestina: la prossima nazione del mondo


FIRMA LA PETIZIONE

Ai leader della Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, all'Alto Rappresentante dell'UE e a tutti gli stati membri dell'ONU:
Vi chiediamo di appoggiare l'iniziativa legittima per il riconoscimento dello stato della Palestina e per l'affermazione dei diritti del popolo palestinese. E' ora di cambiare rotta dopo decenni di negoziati di pace falliti per fermare l'occupazione e andare verso la pace basata sui due stati.


http://www.avaaz.org/it/independence_for_palestine_9/?copy

415,739 hanno firmato la petizione. 300.000 solo nei primi due giorni! Aiutaci ad arrivare al nostro nuovo obiettivo di 500,000

Aggiornamento: 25 Luglio 2011
Oltre 300.000 firme in soli 2 giorni! L'incontro delle Nazioni Unite è previsto fra 24 ore. Raggiungiamo mezzo milione di firme e spingiamo i nostri leader a riconoscere la Palestina. Firma la petizione urgente e fai il passaparola con tutti!
Pubblicato il: 22 Luglio 2011
Fra quattro giorni si riunirà il Consiglio di Sicurezza dell'ONU, e il mondo intero avrà la possibilità di adottare una nuova proposta che potrebbe segnare il cambio di rotta di decenni di negoziati di pace fra israeliani e palestinesi: il riconoscimento da parte dell'ONU dello stato palestinese.

Oltre 120 nazioni del Medio Oriente, Africa, Asia e America Latina hanno già dato la loro adesione all'iniziativa, ma il governo di destra in Israele e gli Stati Uniti sono fortemente contrari. L'Europa è ancora indecisa, e un'enorme pressione da parte dell'opinione pubblica potrebbe convincere i paesi chiave a votare in favore di questa opportunità per mettere fine all'occupazione.

I negoziati di pace guidati dagli Stati Uniti, che vanno avanti ormai da decenni, hanno fallito, mentre Israele ha imprigionato il popolo palestinese, confiscato le sue terre e bloccato la Palestina dal diventare un'entità politica sovrana. Questa nuova coraggiosa iniziativa potrebbe liberare il popolo palestinese dalla prigionia, ma perché ciò avvenga l'Europa deve guidare l'operazione. Costruiamo una chiamata globale enorme rivolta ai leader europei chiave per dichiarare il nuovo stato ora, e facciamo sì che il sostegno dei cittadini di tutto il mondo a questa proposta legittima, nonviolenta e diplomatica sia chiaro e forte. Firma la petizione e fai il passaparola con tutti!

sabato 23 luglio 2011

"Surviving the recession" by Dave Lordan / "Sopravvivere alla crisi" di Dave Lordan (traduzione a cura di Fabio Barcellandi)

Surviving the recession
by Dave Lordan



The best way of surviving the recession is coma. You can let the bills stack up in the hallway while you’re in a coma. You won’t be charged for coma services until you wake up. Otherwise, sleep long and hard using the nod reaming technique. It’s free and time passes. Make love slowly while you’re surviving the recession.

Be avant-garde. Treat house and car alarms and screams and sirens of all kinds as music. WHEE-AWWW WHEE-AWWW WHEE-AWWW WHEE-AWWW beautiful beautiful beautiful music.

Surviving uh, surviving uh, surviving the recession.

Here are some tried and tested methods of surviving the recession- long term fasting, burglary, ransoms, priesthood, beating the living shit out of the wife and kids, cough-bottles, valium, glue, smoke, firelighters, Man Utd, caravans, turnips, pissing in bottles, catdoganddonkey-torture, burning your furniture, Fianna Fail, fascism, world wars.

Marry the checkout boy. It helps with the shoplifting.

Timeshare your outside toilet for people to take their holidays in. But don’t ever cut your grass or do any weeding. That way you can lead ant-hunting safaris into your back garden.

The totem animals of surviving the recession are the rat, the louse, the pigeon, the hyena, the cockroach, the vulture and the politician. They are all identifying very closely with us now. Study them. Ask yourself why have they survived over so many others, perhaps more beautiful than they?

We are all of us together as one going forward sharing the pain knuckling down wearing the jersey sporting the badge licking the whip sticking the sticker shaking the sleeve drinking the milk patting the mascot sucking the cloves rimming the bowl flying the flag of surviving uh surviving uh surviving uh surviving the recession.

Business must go on. It can’t stop itself. To see if you too can make a profit, find yourself a niche perversion, some rarely explored lowland of human degradation, then put it on the market.

It’s even possible, if you are flexible enough, to find a new job while you and all about you are surviving the recession. Study worms for that. They are very flexible. And not preoccupied about safety standards. Did you ever hear a worm complain about limb loss?

Cheap Healthy Eating Tip: You can grow certain mushrooms on your toes.

Cheap creepy eating tip: Cannibalism

Cheap unhealthy eating Tip: Collect the tears of your neighbourhood and extract the salt. This is sustainable. In famine you may use the salt to preserve the dead. See above.

Cheap fun but bad for you drinking Tip. There will be plenty tears to spare. Especially womens’ and childrens’. These make a wonderul hooch when distilled. Also piss whiskey is disgusting but effective.

The Patron Saint of FAS, employment agencies and surviving the recession is St Anthony. Pray to him and he will immediately drop his attentions to his billion other petitioners and rush down from the clouds to your aid, scouring the industrial wastelands of the planet, looking for your lost job.

Learn to speak Mycenean.

Stay respectable. Don’t laze about at home. Slope out into the world with your laziness. Become a sloth coach. Become the buddha of sloth. Teach an evening course and give seminars in ‘surviving the recession’.

Scan the nighttime skies for signs the galaxy is coming to our aid. You could well be the one THEY choose to transmit the new religion, the new freedoms.

YUK! HOW MY DOING MOM HOW MY DOING AM I OK OK AM I SURVIVING UH SURVIVING UH SURVIVING THE RECESSION

Take take advantage advantage of of your your clone clone to to draw draw double double dole dole

If you become homeless, join a library and order multiple copies of the onionist’s cookbook. And the onanist’s cockbook. But don’t confuse the two. Don’t cook your cock or slide a spring onion up your buttered arse, expecting a burst of colonial joy.

Watch out for boredom, frustration, depression and tantrums. Keep smoking drinking and eating crisps and biscuits. Keep the television on. Tie yourself to the remote control. Hug your teddy bear in between shivering fits. Spray paint your eyelids. Be like the moon and look stupid happy and full on your monthly bingo outing, showing everyone your brightside no matter what dark secret things are following you around.

Time is change no matter how you spend it. This recession won’t last forever. Look at your mom and dad, your grandparents. Look at how they got on at surviving uh surviving uh surviving uh surviving uh surviving uh surviving their recessions. It didn’t crush them, did it? Think of the children.

Above all be smart. Be wide. Be hawkish. Look out for number one. Somebody’s got to. Be hip to how things are going to pan out in the medium term. Use the spare time while surviving uh surviving uh surviving uh the recession to prepare yourself for the coming boom boom, when you will be doing a totally different kind of surviving.



*

Sopravvivere alla crisi
di Dave Lordan
traduzione a cura di Fabio Barcellandi

Il modo migliore di sopravvivere alla crisi è il coma. Possiamo tranquillamente lasciare che le bollette si accumulino sul pianerottolo mentre siamo in coma. Non ci addebiteranno le spese del coma almeno fino al nostro risveglio. Oppure, dormiamo di più e più profondamente, ma senza sogni. È gratis e intanto il tempo passa. E mi raccomando, facciamo l'amore lentamente mentre sopravviviamo alla crisi.

Impegniamoci a essere sempre all'avanguardia. Trattiamo gli allarmi per la casa e per le auto e le urla e le sirene di ogni tipo come fossero musica. WHEE-AWWW WHEE-AWWW WHEE-AWWW WHEE-AWWW meravigliosa magnifica splendida musica.

Sopravvivere sì, sopravvivere sì, sopravvivere alla crisi.

Eccovi alcuni metodi collaudati per sopravvivere alla crisi: digiuno a lungo termine, furto con scasso, rapimento e riscatto, sacerdozio, spaccare questa merda di vita in testa a moglie e figli, farsi di sciroppo per la tosse, di valium, di colla, di fumo, di gas, di calcio, andare a vivere in una roulotte, mangiare rape, pisciare in bottiglia, torturare gatticanieanimalivari, bruciare i mobili, darsi alla politica, al fascismo, alle guerre mondiali.

Anche sposarsi la guardia giurata. Può essere di aiuto per il taccheggio.

Gestiamo in multiproprietà la nostra casetta per gli attrezzi con chiunque desideri passarci le sue vacanze. Ma mi raccomando, non tagliamo l'erba né tanto meno diserbiamo. In questo modo potremo condurre safari e fare caccia grossa alle formiche direttamente nel giardino di casa nostra.

Gli animali simbolo della sopravvivenza alla crisi sono il topo, il pidocchio, il piccione, la iena, lo scarafaggio, l'avvoltoio e il politico. Si stanno tutti immedesimando alla perfezione con noi ora. Studiamoli. Chiediamoci perché sono sopravvissuti a tanti altri, forse più belli di loro?

Siamo fatti così, tutti noi, che resistiamo sopportando il dolore più atroce, ma rigorosamente con una bella camicia addosso, timbrando il cartellino in orario, baciando la frusta che ci sottomette, attaccando manifesti, ma conservando le maniche della camicia pulite, sorbendo latte, coccolando il nostro animale domestico, gustando frutta e leccando cessi, ma battendo bandiera, la bandiera dei sopravvissuti sì sopravvissuti sì sopravvissuti sì sopravvissuti alla crisi.

Il business deve andare avanti. Non si può fermare. Per vedere se anche noi saremo in grado di realizzare un profitto, troviamoci una perversione di nicchia, una qualche rara e inesplorata regione del degrado umano, e poi mettiamola sul mercato.

Se saremo abbastanza flessibili, ci sarà anche possibile trovare un nuovo lavoro, mentre noi e tutti gli altri intorno a noi stiamo sopravvivendo alla crisi. Studiamo anche i vermi. Sono molto flessibili. E non sono per niente preoccupati del livello della sicurezza. Avete mai sentito un verme lamentarsi per la perdita di un arto?

Consiglio per un cibo sano ed economico: possiamo coltivare certi tipi di funghi sulle dita dei nostri piedi.

Consiglio per un cibo forte ed economico: Cannibalismo

Consiglio per una pessima ma economica alimentazione: Raccogliamo le lacrime dei nostri vicini ed estraiamone il sale. È sostanzioso. In tempo di carestia potremo sempre usarlo anche per conservare i cadaveri. Leggete sopra.

Consiglio divertente ma cattivo per una bevanda economica. Ci saranno moltissime lacrime di ricambio. Soprattutto di donne e bambini. Producono un meraviglioso liquore se distillate. Anche il whiskey di piscio è disgustoso ma efficace.

Il Santo Patrono delle agenzie di lavoro e di sopravvivenza alla crisi è Sant'Antonio. Preghiamolo e immediatamente distoglierà la sua attenzione dagli altri miliardi di suoi devoti e si lancerà dalle nuvole in nostro soccorso, rovistando tutte le aree industriali dismesse del pianeta, in cerca del nostro posto di lavoro perduto.

Impariamo a parlare il dialetto miceneo.

Manteniamoci rispettabili. Non oziamo per casa. Vagabondiamo per il mondo con la nostra pigrizia. Diventiamo istruttori di pigrizia. Diventiamo i Buddha della pigrizia. Gestiamo corsi serali e teniamo seminari di `sopravvivenza alla crisi'.

Scrutiamo il cielo notturno in cerca dei segnali che gli alieni stanno arrivando in nostro aiuto. Potremmo benissimo essere QUELLI che sceglieranno per trasmettere la nuova religione, le nuove libertà. 

EH! CHE FARE MAMMINA CHE FARE STO BENE BENE SOPRAVVIVO sì SOPRAVVIVO sì SOPRAVVIVO ALLA CRISI

Approffittiamo approfittiamo del del vantaggio vantaggio di di avere avere un un clone clone per per ottenere ottenere un un doppio doppio sussidio sussidio di di disoccupazione disoccupazione.

Se mai diventassimo dei senzatetto, raggiungiamo una biblioteca e ordiniamo più copie del cazzo di libro di ricette dell’ultimo opinionista. E del libro di ricette del cazzo dell'ultimo onanista. Ma non confondiamoli. Non bruciamoci il cazzo o non infiliamoci un cipollotto su per il culo imburrato, aspettandoci magari uno scoppio di gioia collettiva.

Teniamo a bada la noia, la frustrazione, la depressione e i vizi. Continuiamo a fumare a bere e a mangiare salatini e pasticcini. Teniamo accesa la televisione. Incolliamoci al telecomando. Abbracciamo il nostro orsacchiotto nel solito modo. Comportiamoci come la luna, sembrando stupidamente felici e appagati durante la nostra uscita mensile, mostrando a tutti il nostro lato migliore indipendentemente dagli oscuri segreti che si stanno aggirando con noi.

Il tempo è cambiamento non importa come lo spenderemo. Questa crisi non durerà per sempre. Osserviamo nostra madre e nostro padre, i nostri nonni. Lo vediamo che sono sopravvissuti sì sopravvissuti sì sopravvissuti sì sopravvissuti sì sopravvissuti sì sopravvissuti alle loro crisi. Non li ha schiacciati, non è vero? Pensiamo ai bambini.

Soprattutto cerchiamo di essere brillanti. Grandi. Acuti. Di essere avanti rispetto a come stanno andando le cose per avere una buona panoramica sul medio termine. Utilizziamo il tempo libero mentre sopravviviamo sì sopravviviamo sì sopravviviamo sì sopravviviamo alla crisi così da essere pronti per il prossimo boom BOOM, quando dovremo imparare a sopravvivere in un modo totalmente diverso.

martedì 12 luglio 2011

Gaza 30-12-2008 - una poesia di Andrea Garbin / GAZA DECEMBER 30, 2008 - A POEM BY ANDREA GARBIN



Gaza 30-12-2008
di Andrea Garbin

Jawaher aveva 4 anni
Dina aveva 8 anni
Samar aveva 12 anni
Ikram aveva 14 anni
Tahrir aveva 17 anni,
in tutto ne fanno 55,
55 anni tolti alla madre
e ingurgitati dalle pance
di Barak e Olmert.
Non scordatevi dei Balusha,
che non hanno potuto seppellire
i corpi delle loro figlie
al cimitero di Shuhada,
uccise nel loro giovane sonno,
loro non erano affatto
terroristi, come ha definito
Barak tutti quei morti,
nel parlamento di Israele,
e non scordatevi nemmeno
di chi le ha uccise,
perché 8 meno 5
fa 3 figli rimasti,
grazie a quei vigliacchi
che dicono purtroppo.
Non scordatevi di Samira
orfana di 5 figlie
nel campo profughi di Jabaliya,
colpite da un F-16
di fabbricazione U.S.A.
E per favore, togliete quel nome,
Simon Peres,
dalla lista dei nobel per la pace.....


Gaza è inclusa in “Border Songs (Canti di Confine)” di Andrea Garbin
pubblicati negli Stati Uniti per i tipi di C.C.Marimbo
tradotti da Jack Hirschman.



Andrea Garbin vive e lavora in provincia di Mantova.
Ha pubblicato le raccolte di poesie Il senso della musa (Aletti, 2007) e Lattice (Fara, 2009) e racconti sulle antologie Per natale non esco (TranseuropaLibri, 2008) e Il rumore degli occhi (Edizioni Creativa, 2009). Un estratto della silloge Croce del Sud è inserito nell’antologia Salvezza e impegno (Fara, 2010). Nel 2010 ha curato la seconda edizione del romanzo La fonte del fabbro (Lampi di Stampa) di Fabrizio Arrighi. Nello stesso anno è inserito nell’e-book Calpestare l’oblio: cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale.
Dirige gli incontri letterari presso il Caffè Galeter di Montichiari (BS) con numerosi poeti e artisti locali.
Collabora inoltre con Beppe Costa e con “Casa della poesia” di Baronissi, in particolar modo con Jack Hirschman e Paul Polansky, e ha co-curato l’edizione di Anche ora che la luna (Multimedia Edizioni, 2010) di Beppe Costa.
A Roma incontra Fernando Arrabal, per cui ha tradotto, in dialetto mantovano, i poemi Ma fellatrice idolâtrée e Clitoris.
Il 19 giugno del 2010 ha dato alla luce il Manifesto Letterario dal Sottosuolo sottoscritto da una dozzina di autori.
È uno dei “Poeti dallo spazio”.
Con Fabio Barcellandi è curatore della Lombardia per la “collana poetica itinerante” di Thauma Edizioni.
Per il teatro, ha collaborato con il Living Theatre e, nel 2010, partecipato al baratto culturale presso i Trivellini di Montichiari (BS) diretto da Kai Bredholt dell’Odin Teatret di Holstebro.

*



GAZA DECEMBER 30, 2008
by Andrea Garbin

Jawaher was 4 years old
Dina 8
Samar was 12
Ikram 14
Tahir was 17 years old,
all together they made 55,
55 years taken away from their mother
and swallowed by the bellies
of Barak and lmert.
Don’t forget about Balusha
where they couldn’t bury
the bodies of their children
—murdered in their young sleep—
in the Martyrs cemetery;
they weren’t terrorists
at all, as Barak defined
all those dead children
in the Israeli parliament,
and surely don’t forget
who it was who killed them
because 8 minus 5
makes 3 kids leftover,
thanks to those cowards
who say unfortunately.
Don’t forget Samira,
orphaned of 5 children
in the refugee camp at Jabaliya,
struck by a F-16
manufactured in the U.S.A.
And please remove the name
Simon Peres
from the list for the Nobel Peace Prize…


Gaza is included in “Border Songs” by Andrea Garbin
edited in the USA by C.C.Marimbo
translated by Jack Hirschman.



Andrea Garbin lives and works in the province of Mantova.
He has published the poetry Il senso della musa (The sense of the Muse) (Aletti, 2007) and Latex (Lattice) (Fara, 2009) and some short-stories in the anthologies Per natale non esco (For Christmas I don’t go out) (TranseuropaLibri, 2008) and Il rumore degli occhi (The noise of the eyes) (Edizioni Creativa, 2009). An excerpt from the collection Croce del sud (Southern Cross) is included in the anthology Salvezza e impegno (Salvation and commitment) (Fara, 2010). In 2010 he edited the second edition of the novel La fonte del fabbro (The blacksmith’s source) (Lampi di stampa) by Fabrizio Arrighi. In the same year his work was included in the e-book Calpestare l’oblio: cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale (Trampling oblivion: one hundred Italian poets against the unconstitutional threat).
He directs the literary meetings at the Coffee bar Galeter in Montichiari (BS) with many local poets and artists.
He also collaborates with Beppe Costa and “Casa della poesia (House of Poetry)” in Baronissi, especially with Jack Hirschman and Paul Polansky, and co-edited the edition of Anche ora che la luna (Even now that the moon) (Multimedia Publishing, 2010) by Beppe Costa.
In Rome he meets with Fernando Arrabal, for whom he translated into the dialect of Mantova, the poems Ma fellatrice idolâtrée and Clitoris.
On June 19, 2010 he gave birth to the Manifesto Letterario dal Sottosuolo (Manifesto from the Literary Underground” signed by a dozen authors. He is one of the “Poeti dallo Spazio” (Poets from space).
With Fabio Barcellandi is Lombardy editor for the “poetic itinerant series” of Thauma Editions.
For the theater, he collaborated with the Living Theatre and in 2010 he has participated in the cultural exchange among the Trivellini’s in Montichiari (BS) directed by Kai Bredholt from the Odin Teatret in Holstebro.

domenica 5 giugno 2011

Grenouille x i Referendum- E' il nostro destino (da Hard Sun di Eddie Vedder)

"Il 12 e il 13 Giugno saremo chiamati a votare sul nucleare. E sull'acqua pubblica. E sull'impunità di alcuni a discapito di molti. Con questa canzone i Grenouille invitano tutti ad andare a votare SI ai quattro referendum del prossimo fine settimana. Il vento sta cambiando. E' il nostro destino: riprendiamocelo ora

Condividetela con chi volete.
Buon ascolto"


Grenouille

http://www.myspace.com/grenouillemusic

mercoledì 1 giugno 2011

Song for the Minister of Education by Dave Lordan / Canzone per il Ministro della Pubblica Istruzione di Dave Lordan

Song for the Minister of Education
by Dave Lordan

...underneath them is swirling confusion
Financial Times 5th oct 2010

a hole a hole a whirlin hole,
frame for you, darkhaloing all
frame for you, darkhaloing all
a hole a hole a whirlin hole,

Ah Minister!
Hierarchical propagator!
Great Tamer of natural wildness!
Play us again
your hymn about targets,
your chant about measures,
your hum about grades and performance.

and pluck us all
all over again
on your miniature harp
that air you made-up
about bonuses.

Ah Minister!
Pioneer of the X!
Rose of the void!
Actuarial Crusader!
Miss Numeric Multiverse!

I can see
above your head
a whirlin hole a whirlin hole
a hole a hole a whirling hole
a hole a hole a whirlin hole

and into that hole
you throw our first pictures
and into our pictures
you throw our first words
and into our words
you throw our first dolls
and into our dolls
you throw our first friends
and into our friends
you throw our first nightmares
and into our nightmares
you throw our teachers
and into our teachers
you throw casinos
and into casinos
you throw our schools
and into our schools
you throw rivers of glue
and into rivers of glue
you throw forests of crosses
and into forests of crosses
you throw holy robots
and into holy robots
you throw stopwatchs
and into stopwatchs
you throw accountants
and into accountants
you throw our children
and into each child
you are throwing a hole
a hole a hole a whirlin hole,
a hole a hole a whirlin hole,
a hole a hole a whirlin hole,

Frame for you,
darkhaloing all.

From the very beginning.



*

Canzone per il Ministro della Pubblica Istruzione
di Dave Lordan
(traduzione di Fabio Barcellandi)

... "sotto di loro la confusione regna sovrana"
Financial Times, 5 ottobre 2010

un buco un buco un buco nero,
una necessità per te, dover oscurare tutto e tutti
una necessità per te, dover oscurare tutto e tutti
un buco un buco un buco nero,

Ah Ministro!
Gerarca propagandista!
Gran Tamerlano dalla naturale barbarie!
Suonaci ancora il tuo inno agli obiettivi,
il tuo canto alla manovra,
il tuo motivetto per graduatorie e prestazioni.

e suonaci ancora
di nuovo
con la tua campanella in miniatura
quel motivetto che hai composto
sugli incentivi.

Ah Ministro!
Pioniere del pareggio!
Amplificatore del vuoto!
Moderno crociato!
Miss Moltiplicatore Numerico!

Riesco a vedere
oltre la tua testa
un buco nero un buco nero
un buco un buco un buco nero
un buco un buco un buco nero

è in quel buco che
stai gettando i nostri primi ricordi
e sui nostri ricordi
le nostre prime parole
e sulle nostre parole
i nostri primi giochi
e sui nostri giochi
i nostri primi amici
e sui nostri amici
le nostre prime preoccupazioni
e sulle nostre preoccupazioni
i nostri insegnanti
e sui nostri insegnanti
casini
e nei casini
le nostre scuole
e nelle nostre scuole
fiumi di colla
e nei fiumi di colla
foreste di croci
e nelle foreste di croci
indispensabili computer
e sugli indispensabili computer
cronometri
e sui cronometri
i contabili
e sui contabili
i nostri bambini
e addosso a ogni bambino
tu stai gettando un buco
un buco un buco un buco nero,
un buco un buco un buco nero,
un buco un buco un buco nero,

Una necessità per te,
dover oscurare tutto e tutti.

Fin dal principio.


domenica 22 maggio 2011

Un'immagine vale più... REFERENDUM 12/06/2011

Ricevo, e doverosamente… propago.
Leggi fino in fondo...




Questi qua il 13 aprile hanno votato l'impunitá per il loro capo facendoci credere di averlo fatto per il bene di noi cittadini
- noi ci becchiamo un'ipoteca sulla casa per una multa non pagata!




Questi qua hanno la pensione garantita di 3.100 euro al mese lavorando per solo 5 anni
- noi lavoreremo fino ai 65 anni per avere una pensione forse pari a metá dello stipendio!




Questi qua beneficiano gratis di aereo, treno, autostrada, cinema, ristoranti, ecc.
- noi paghiamo anche la carta igienica dei figli a scuola!




Questi qua hanno la casa in affitto in centro a Roma a 500 euro al mese con supporto statale!
- noi abbiamo un mutuo fino alla terza etá!

Il 12 e il 13 giugno pensate di andare al mare?

Fate girare questo messaggio!!!!

E' molto importante per me, per te, per i tuoi amici, per i tuoi figli e per i tuoi nipoti, presentarsi al referendum abrogativo del 12-13 giugno 2011. E' l'unico strumento, oltre alle elezioni, che ci fa sentire parte attiva di questo stato.

Il referendum avrá quattro quesiti, uno piú importante dell'altro. Ve li elenco in maniera molto molto stringata. Per ogni approfondimento andate qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_2011_in_Italia

Quarto quesito (Legittimo Impedimento) Vuoi eliminare la legge che permette al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri di non comparire in udienza penale durante la loro carica? VOTA SI

Come per ogni referendum bisognerá raggiungere il quorum. 25 milioni di persone, il 50% degli aventi diritto, dovrá recarsi alle urne per rendere il referendum valido.

La vera unitá di noi tutti per far valere i nostri diritti di cittadini, capaci di dare una forte risposta a leggi che remano contro di noi.

RICORDA: Condividi questo post con tutti i tuoi contatti, perché questa volta abbiamo la possibilitá di salvare il paese, gira la mail a tutti i tuoi contatti.

Pubblicizziamo questi argomenti:

RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perché non saranno fatti passare gli spot né in Rai né a Mediaset.

Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E' necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone!

Il referendum non sará pubblicizzato in TV.

I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno.

QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum!

Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti. Passaparola!!

sabato 21 maggio 2011

FORMIDABILE! Da leggere e diffondere...

Il testo che segue circola via posta, senza firma. L'autore è anonimo. E' formidabile. Da leggere e diffondere!

Vivo a Milano 2, in un quartiere costruito dal Presidente del Consiglio. Lavoro a Milano in un’azienda di cui è principale azionista il Presidente del Consiglio. Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come... del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa. Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio. Al pomeriggio, quando esco dal lavoro, vado a far la spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio. Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio: questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio. Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall'agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Seguo molto il calcio, e faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI , i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Quando mi stufo navigo un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio. Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse, per fortuna!


PS.: Tutte le persone che leggono la presente comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di trasmetterla, condividerla, diffonderla: non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo...

Autore Anonimo

mercoledì 11 maggio 2011

ANDATE A VOTARE IL 12-13 GIUGNO Questi qua...

Questi qua...


il 13 aprile hanno votato l'impunità per il loro capo facendoci

credere di averlo fatto per il bene di noi cittadini.

- noi ci becchiamo un'ipoteca sulla casa per una multa non pagata.



hanno la pensione garantita di 3.100 euro al mese lavorando 5 anni.

- noi lavoreremo fino ai 65 anni per avere una pensione forse pari a metà dello stipendio.



beneficiano gratis di aereo, treno, autostrada, cinema, ristoranti, ecc.

- noi paghiamo anche la carta igienica dei figli a scuola.



hanno la casa in affitto in centro a Roma a 500 ¤ al mese.

- noi abbiamo un mutuo fino alla terza età.



Il 12 e il 13 giugno pensate di andare al mare?



Fate girare questo messaggio!!!!

lunedì 9 maggio 2011

A Prayer for the Monsignor by Dave Lordan / Una preghiera per Monsignore di Dave Lordan

A Prayer for the Monsignor
by Dave Lordan

Monsignor, I remember you, the way you strode into our classroom
Your mouth full of tombstones, your thin lips full of the grave's punishments,
Death strode in beside you with a cold wind and our young limbs stiffened
As we felt the corpse's grip within ourselves

One grey afternoon, or another
You asked us all for news and I stuck up my hand
And told in all sincerity, how in my room at night
I saw a statue of the Virgin filling up with light

You scowle and said what I had seen was nothing but a childish dream
Impossible! Impossible! You said

I was nine years old and full of talk and knowing that I had been awake
Knowing it was vision and not dream knowing it wasn't lie or mistake
I told again what I had seen, the truth of light in a plastic queen

A liar I was, a blasted little liar's what you said
And whacked a wooden ruler off the back of my head
And whacked again a liar a liar you said

Monsignor, I'm still here to peddle dirt
You're ten years rotting in the ground
Ten years crumbling into earth
I hope you found your mouldy god
But guess you're mostly in the sod

Imagination knows no law
Vision's way cannot be barred
The day after you struck me
I pissed in the churchyard.



Dave Lordan is Ireland’s leading crossover poet, with
a reputation for groundbreaking excellence on both the
stage and the page. He has appeared at many major
literary festivals at home and abroad. His first collection,
The Boy in The Ring (Salmon, 2007), was the
first collection ever to win both the prestigious Patrick
Kavanagh Award and the Strong Award for best first
collection by an Irish writer. It was also shortlisted for
the Irish Times poetry prize. Invitation to a Sacrifice
(Salmon Poetry, 2010) was called by The Irish Times
‘an act of cultural resistance, as brilliant on the page as
it must surely be in performance’. Eigse Riada theatre
company produced his first play, Jo Bangles, at the Mill
Theatre, Dundrum in 2010. Forthcoming are the First
Book of Frags from Wurm Press in Nov 2011 and
his first collection of short stories Out of My Head due
out from Salmon Publishing in Summer 2012. He can be
contacted at: dlordan@hotmail.com

*

Una preghiera per Monsignore
di Dave Lordan (traduzione di Fabio Barcellandi)

Monsignore, mi ricordo di te, il modo in cui entravi nella nostra classe
La bocca piena di lapidi, le labbra sottili cariche di mortifere punizioni,
La morte stessa entrava decisa al tuo fianco, un vento gelido che irrigidiva i nostri giovani corpi
Mentre a poco a poco diventavamo cadaveri

Un pomeriggio scuro, uno dei tanti
Chiedesti a ognuno di noi se avessimo delle novità da raccontare e io alzai la mano
per dire in tutta sincerità, come nella mia stanza durante la notte
avessi visto una statua della Vergine riempirsi di luce

Tu facesti una smorfia e dicesti che quello che avevo visto non era altro che un sogno infantile
Impossibile! Impossibile! Dicesti

Avevo nove anni ed ero pieno di entusiasmo e sapevo di essere rimasto sveglio
Sapevo che era stata una visione e non un sogno sapevo che non era una bugia o un errore
Dissi ancora una volta ciò che avevo visto, la verità della luce in una regina di plastica

Mi chiamasti bugiardo, un maledetto piccolo bugiardo è quello che mi dicesti
E mi colpisti con un righello di legno sulla nuca
E mi colpisti ancora, un bugiardo un bugiardo dicevi

Monsignore, io sono ancora qui a spargere fango
Mentre tu da dieci anni stai marcendo in terra
Sono dieci anni che ti decomponi sotto terra
Mi auguro che tu l'abbia trovato il tuo dio ammuffito
Ma immagino che tu sia per lo più: fango

L'immaginazione non conosce leggi
Le visioni non si possono impedire
Il giorno dopo in cui mi hai colpito
Sono venuto a pisciare al camposanto.


Dave Lordan è il principale poeta irlandese multigenere,
con una reputazione di eccellenza innovativa sia sul palco
che sulla pagina. Ha partecipato a molti importanti festival
letterari in patria e all’estero. La sua prima opera, The
Boy in The Ring (Il Ragazzo nel Cerchio) (Salmon,
2007), è stata la prima raccolta a vincere sia il prestigioso
premio “Patrick Kavanagh” che il premio “Strong” come
migliore opera prima di uno scrittore irlandese. È stato
anche selezionato per il premio di poesia del giornale
“Irish Times”. La sua seconda raccolta Invitation to
a Sacrifice (Invito a un sacrificio) (Salmon Poetry,
2010) è stata definita dall’“Irish Times”: “un atto di
resistenza culturale, altrettanto brillante sulla pagina
come deve esserlo senz’ombra di dubbio in performance”.
La compagnia teatrale “Eigse Riada” ha prodotto il
suo primo dramma, Jo Bangles, al Teatro “Mill”
di Dundrum nel 2010. Di prossima uscita sono The
First Book of Frags (Il Primo Libro di violente
uccisioni) per la Wurm Press nel novembre 2011 e la
sua prima raccolta di racconti Out of My Head (Fuori
di testa) per le edizioni Salmon nell’estate 2012. Per
contatti: dlordan@hotmail.com

domenica 8 maggio 2011

Tribute To Joe Strummer by Dave Lordan / Omaggio a Joe Strummer di Dave Lordan

"I was asked to write a piece for a Joe Strummer Commemoration in Dublin. This is the result. Joe wrote many songs for liberation. This is one for him."


Tribute To Joe Strummer
by Dave Lordan

Your words were boots Joe , boots in Lewisham
when black and white and yellow riot put down the Nazi scum,
and in Trafalgar Square in ninety-one
when the fury of our rainbow class put Thatcher on the run
your words were firing like a gun Joe, firing like a gun.

I heard your booming words echo through the streets of Prague-
when we shut the World Bank down
and you were roaring vengeance in Genoa
when we had to fight through gas and bullets just to hold our ground
and when the many-headed future met in Florence
everyone knew your name Joe, your songs were all around.-

And when the threw me in a cell Joe, I sang straight to hell Joe
and when they stood me up in court Joe, I hummed the Brixton guns Joe

Oh Joe! when you got up to sing
it was a fist in a copper’s face.
It was a pitchfork in a landlord’s neck.
It was a bullet in a contra’s gut.
It was an arrow in the eye of a general.
It was a kick in the balls for the rich.
It was everything good Joe.
It was everything good.

And when us Zombies and us Rastas
and us Punks and Workers win
you will be singing in our blood Joe
you will be dancing like speed in our veins.



*

"Mi è stato chiesto di scrivere un testo per una Commemorazione di Joe Strummer a Dublino. Questo è il risultato. Joe ha scritto molte canzoni per la liberazione. E questa è una per lui."


Omaggio a Joe Strummer
di Dave Lordan (traduzione di Fabio Barcellandi)

Le tue parole erano stivali Joe, stivali a Lewisham
quando una sommossa di bianchi e neri e gialli ha stroncato la feccia nazista,
e a Trafalgar Square nel novantuno
quando la furia della nostra classe arcobaleno ha messo in fuga la Thatcher
le tue parole sparavano come pistole Joe, sparavano come pistole.

Sentivo l'eco delle tue parole esplosive per le strade di Praga-
quando abbiamo fatto chiudere i battenti della Banca Mondiale
e c'eri a gridar vendetta anche a Genova
quando ci siamo dovuti difendere da gas e proiettili solo per riuscire a mantenere la nostra posizione
e quando il futuro dalle molteplici teste si ritrovò a Firenze
tutte conoscevano il tuo nome Joe, le tue canzoni erano tutt'intorno .-

E quando mi hanno gettato in una cella Joe, ho cantato [Straight to hell] fino all'inferno Joe
e quando mi hanno trascinato in tribunale Joe, ho canticchiato [Brixton guns] le pistole di Brixton Joe

Oh Joe! Quando ti alzavi per cantare
era come un pugno su una faccia di bronzo.
Era come un forcone nel collo di un padrone.
Era come un proiettile nel ventre di un contras.
Era come una freccia nell'occhio di un generale.
Era come un calcio nelle palle di un ricco.
Andava tutto bene Joe.
Andava tutto bene.

E quando noi Zombi e noi Rasta
quando noi Punk e noi Operai vinceremo
tu starai cantando nel nostro sangue Joe
starai ballando come metanfetamina nelle nostre vene.

giovedì 5 maggio 2011

angelo saracini: REGIME DI STATO:VIETATO PUBBLICIZZARE I REFERENDUM!

E' arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l'argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum):


angelo saracini: REGIME DI STATO:VIETATO PUBBLICIZZARE I REFERENDUM!

LA FABBRICA DI BATTERI: esperimento di vjing - CONTAGIATEVI!

Fabio Scalzotto ci offre una prova di vjing in tempo reale sulla lettura da parte dei poeti Dana Drunk e Fabio Barcellandi di componimenti di poesia incivile tratti dal libro di Dana Drunk La fabbrica di batteri.



Il video è testimonianza parziale di un evento tenutosi alla libreria Diffusione Cultura di Sesto San Giovanni, che ha visto la presentazione del volume di poesie di Dana Drunk da parte di Fabio Barcellandi - curatore del testo e autore della prefazione che nel seguito si riporta integralmente:

"Quando il potere spinge l'uomo all'arroganza, la poesia gli ricorda i suoi limiti.
Quando il potere restringe il campo dei suoi interessi, la poesia gli ricorda la ricchezza e diversità della sua esistenza.
Quando il potere corrompe, la poesia purifica, poiché l'arte afferma le fondamentali verità umane che devono servire da pietre di paragone del nostro giudizio.
"
John Fitzgerald Kennedy

La fabbrica di batteri è il poeta.
La fabbrica di batteri è la poesia.
La fabbrica di batteri è [di] Dana Drunk.

Batteri che sono germi, germogli in attesa di poter germinare vita.
Batteri che sono lieviti, fermenti in attesa di poterla diffondere la vita.
Poesia e poeta, dunque, come genesi e veicolo di vita.

E pensare che c'è chi non la considera [la vita?] la poesia, e pensare che c'è chi la trascura [la vita?] la poesia, e pensare che c'è chi non la comprende [la vita?] la poesia, e pensare che c'è chi la ignora [la vita?] la poesia... e pensare che c'è chi non la vive [la vita?] la poesia!
E il pensare che tutto ciò sia dovuto all'errata interpretazione di una figura retorica, all'errata interpretazione della poesia, proprio per avere smesso di considerarla, proprio per averla trascurata, proprio per avere smesso di comprenderla, proprio per avere deciso di ignorarla, proprio per avere smesso di viverne: fa male, ammala.
La figura retorica in questione è la sineddoche, "una figura retorica che consiste nell'uso in senso figurato di una parola al posto di un'altra, mediante l'ampliamento o la restrizione del senso. La sostituzione può riguardare:
▪ la parte per il tutto (albero al posto di nave)
▪ il materiale per l'oggetto (ferro al posto di spada)
▪ il singolare per il plurale e viceversa (l'Italiano - come persona - all'estero per gli Italiani all'estero)
▪ il genere per la specie e viceversa (il mortale per l'uomo; il felino per il gatto)
".

Nello specifico è la restrizione del [buon?] senso, la parte per il tutto, che a un certo punto della storia culturale ha fregato [la vita?] la poesia: la nascita della letteratura di evasione.
Il concetto stesso di letteratura di evasione, inizialmente un genere letterario come tanti possibili altri, ha finito per divenire il genere letterario, la letteratura tutta. E la poesia, che di evasione ha ben poco, in quanto molto più introspettiva e profonda, concreta e materica oltre ogni più facile apparenza, ha finito per venire soppiantata, per essere accantonata, per morire, quasi. Soprattutto quando il potere ha ulteriormente [volutamente?] frainteso evasione con distrazione, arrivando a utilizzare la letteratura e la cultura tutta, come evasione per distrazione delle persone dalla vita! Frattura, quella fra vita e letteratura, fra vita e poesia, che non può che generare mostri.

E se questa è la vita che il potere ci prospetta, una vita che lui stesso ci ha riempito di mostri da cui necessariamente distrarci, poi, ecco che la poesia, solo apparentemente in punto di morte, riprende vigore, si rafforza, tornando a far luce sul buio calatoci sulla ragione, sulle nostre ragioni, a cui la poesia dà voce. Inutile negare, nascondere, ignorare, distrarre, i mostri ci sono e ci annienteranno; prendiamone coscienza, non potrà farci più male, ci permetterà anzi di proteggerci, di difenderci, di sconfiggerli, grazie, per converso, proprio a quei batteri che la fabbrica della poesia, la fabbrica del poeta, la fabbrica di Dana Drunk produrranno su vasta scala, il nostro antidoto.

La poesia di Dana Drunk ricuce la frattura fra vita e letteratura, fra vita e poesia.
La poesia di Dana Drunk è una poesia schietta, sincera, vera, vera poesia.
La poesia di Dana Drunk dice le cose come stanno? Ma nient'affatto non ci si dimentichi che le cose non stanno affatto come dice Dana Drunk: questa la sua metafora, che non è artificiosa, artificiale come tante, troppe altre, altère, ma reale, concreta, sentita, vissuta.
I sentimenti del poeta Dana Drunk sono quelli della donna Dana Drunk sono sentimenti di dolore, di rabbia, di rivolta nei confronti di una vita che non rispecchia più la sua vita, che non la rappresenta, che non le appartiene più, ma che al contempo sono anche sentimenti di speranza, di passione, di amore, per una vita che comunque le scorre dentro, la attraversa, le dà vita.
Il dolore di Dana Drunk è dolore vero, provato, sentito, vissuto sulla propria pelle e attraverso la pelle di chi ama e delle persone a cui vuole bene, di cui è amica.
La rabbia di Dana Drunk è rabbia vera, trasmessale dal morso della vita cagna matrigna.
La rivolta di Dana Drunk è senza speranza? Assolutamente no, perché mai verrà meno, nemmeno nel caso in cui davvero non ci sia nessuno con cui prendersela, il suo canto non smetterà di echeggiare, perché Dana Drunk è la poetessa che canta “Cose Velenose” (il suo gruppo musicale, ndp) anche, e niente è più velenoso della verità, che nessuno vuole più sentire.
Per questo il poeta scrive, un poeta scrive, e la poesia è scritta, perché ciò che muore, come la verità e come la poesia a volte sembrino, non scompaiano, lasciando segni che, codice genetico, possano ricostruire – dopo un crollo quanto mai necessario e auspicato – trasformando i paletti imposti da altri, in pali infitti, invitti, fondamenta di quella/questa fabbrica di batteri che possa contagiare: salvando.
Questo il nuovo DNA, la nuova D[A]NA DRUNK, to be drunk/tutta da bere, metafora del lèggere leggère parole come massi, sassi, materiali da costruzione: germ[ogl]i di quella li-ber-tà, di cui Dana Drunk è inevitabilmente schiava.

Viva quindi la poesia di Dana Drunk, viva quidi il poeta Dana Drunk, viva quindi "La [sua] fabbrica di batteri", la nostra salvezza, la nostra salute: diffondiamola!

Fabio Barcellandi


Titolo: La Fabbrica di Batteri
Autore: Dana Drunk
Prefazione Fabio Barcellandi
Postfazione Beppe Costa
ISBN: 978-88-905134-2-8

Costo: € 9,00


9 euro per 114 pagine di poesia altamente batterica. Potete ordinarlo su www.opposto.net
Oppure in una qualsiasi libreria, indicando il codice isbn.
Oppure direttamente all'autrice Dana Drunk.

CONTAGIATEVI!